Le due chiese del Borgo: San Gaetano e Santa Sofia


La chiesa di San Gaetano

In via Altinate sulla sinistra, oltre l’imbocco di via Alessio, si trova la Chiesa di S. Gaetano, intitolata ai santi Simeone, Giuda e Bartolomeo, costruita tra il 1582 e il 1586 su progetto di Vincenzo Scamozzi ed officiata fino al 1800 dai Teatini del vicino monastero.

L’imponente facciata a due ordini è divisa in cinque zone da grandi lesene che sostengono anche la trabeazione e il piano attico; le statue nelle nicchie risalgono al XVIII secolo. L’interno a pianta ottagonale, rivestito di marmi settecenteschi, è suggestivo per il gioco dei pilastri che si uniscono oltre la trabeazione al culmine della copertura. All’interno vi sono quattro cappelle: subito a sinistra la cappella del Sepolcro, sul fondo della chiesa una cappella con l’altare maggiore che immette nel coro, mentre le altre due cappelle si trovano ai lati dell’altare. Una cupola sovrasta il vano centrale, tre piccole cupole le cappelle. La decorazione interna è soprattutto settecentesca. Sulla cupola Il Paradiso, affresco di Guido Luigi Vernansal, in sedici spicchi. Sulla parte interna della facciata Gesù salva gli apostoli dal naufragio, tela di ignoto del XVI secolo. Sull’arcone della cappella di destra vi è la Natività, tela risalente al XVI secolo. Sopra l’arco trionfale vi è la Deposizione attribuita ad Alessandro Maganza mentre sull’arcone della cappella di sinistra vi è l’Annunciazione attribuita a Palma il Giovane. Sui pilastri delle pareti vi sono sedici dipinti su tela con Santi attribuiti a mani diverse del secolo XVII. Sulle pareti sei teli: S. Prosdocimo (sulla parete occidentale), S.Gaetano e S.Andrea Avellino (sulla parete settentrionale), S.Antonio di Padova (orientale), S.Giustina e S.Daniele (meridionale) di un anonimo pittore veneto secentesco.

Nella cappella di destra vi è la pala Trasfigurazione di Pietro Damini. A sinistra S. Carlo Borromeo salva un fanciullo di Pietro Damini; a destra S. Carlo Borromeo davanti a Clemente VIII di G. B. Bissoni.

Nella cappella di sinistra si trova la pala Presentazione di Gesù al tempio, di Palma il Giovane. A destra  Disputa nel tempio e a sinistra Adorazione dei magi, entrambe di Alessandro Maganza. All’interno sulla sinistra la statua Madonna col bambino, attribuita ad Andrea Brioso.

Nel Presbiterio, a destra Martirio di S. Giuda Taddeo, a sinistra Martirio di S. Simeone, di un anonimo del Sei-Settecento.

Nel Coro, sulla parete di fondo Trasfigurazione, di ignoto del XVI secolo. Sulla parete di sinistra I Santi Simone e Giuda condotti al martirio, attribuito  a Federico Zuccai. Ancora, quattro ritratti di padri teatini, di scuola veneta del sec. XVII. Sul soffitto S. Gaetano, tela secentesca.

Nella Cappella del Sepolcro, sulla parete destra si trovano quattro tele secentesche: Cristo caduto sotto la Croce; Cristo e S. Pietro, Congedo di Cristo della Madre; Noli me tangere. Sulla parete d’ingresso sette tele risalenti al Sei-Settecento: Cristo al Limbo; Cristo deposto; L’arcangelo; L’annunziata; Cristo e la Samaritana; Cena in Emmaus; Cristo al lago di Genezareth. Queste opere non essendo segnalati precedentemente, potrebbero provenire dalla scomparsa chiesa di S. Bartolomeo ed alcuni potrebbero essere opera di Pietro Ricchi, detto il Lucchese. Sempre nella Cappella del Sepolcro, sulla parete sinistra, si trovano:  Cristo deposto; Resurrezione di Lazzaro; Entrata in Gerusalemme, attribuiti a Francesco Zanella (XVIII sec.); e La cacciata dei mercanti dal tempio. Sull’altare di fronte, Flagellazione di Guido Luigi Vernansal e Testa di Cristo, altorilievo marmoreo ovale del Settecento. Dietro l’altare di sinistra si trovano tre dipinti del XVII secolo: Profeta; Due Angeli; Santo. Sull’altare sinistro Madonna, olio su tavola. Secondo Arslan (1936) è opera di Jacopo da Bassano. Sotto l’altare sinistro Dolente, bassorilievo attribuito a Bartolomeo Bellano. Sull’altare centrale Crocifisso ligneo settecentesco. Infine, sopra la cappella del Sepolcro, tela Deposizione seicentesca.

Nella Sagrestia, sette ritratti di teatini di anonimo del XVII secolo. Sulla parete meridionale Incredulità di S. Tommaso; Cristo risorto; Martirio di S. Daniele; Cristo mostrato al popolo; Martirio dei santi Giuda e Taddeo. Sulla parete occidentale: Martirio di S. Simone di scuola bassanese (XVII); Adorazione dei magi di settecentista veronese; Immacolata (XVII). Sulla parete orientale: Martirio di S. Simone e Martirio di S. Giuda Taddeo, entrambi di Pietro Damini. Sulla parete settentrionale: S. Caterina d’Alessandria, attribuita a M. A. Bonaccorsi e Crocifissione, copia di un fiammingo (XVI sec.).

 

La chiesa di Santa Sofia

Di fronte a palazzo Pisani-Cornaro la via si allarga ad accogliere nella sua semplice bellezza la Chiesa di S. Sofia, la più antica di Padova.

I resti di fondazioni romane visibili nel sotterraneo e una pietra sacrificale dimostrano che la chiesa è sorta sulle rovine di un tempio pagano, probabilmente dedicato al dio Mitra. Il primo grande rifacimento della chiesa risale al IX secolo, in epoca carolingia. L’attuale edificio, stilisticamente affine alla tipologia diffusa sul litorale adriatico, fu costruito a partire dalla zona absidale tra il 1106 e il 1110 e completato nel 1127. La facciata, inclinatasi, ha corpo centrale aggettante su cinque nicchioni nel corpo centrale inferiore, mentre nella parte superiore vi sono due colonne, il rosone, la bifora e due finestre incorniciate dagli archetti pensili. La facciata è affiancata dalle ali con paraste e tetto spiovente. Molto interessante l’abside, inferiormente ad archi ciechi e nella parte superiore con due ordini di fornici. Il campaniletto romanico-gotico risale al XIV secolo. L’interno della chiesa, a tre navate separate da colonne bizantine e pilastri, si caratterizza per l’assoluta essenzialità dell’arredo. Si conservano pochi resti di affreschi risalenti, come le volte a crociera, al XIII e XIV secolo. All’interno, alla sinistra dell’ingresso principale Sepolcro di Lodovico Cortuso, giureconsulto morto nel 1418 ed altre Lapidi di studenti germanici che qui avevano sepoltura. Sull’altare di destra Reliquie della beata Beatrice d’Este e della beata Elena Enselmini; su quello di sinistra Vergine col Cristo morto dello scultore Egidio da Wiener Neustadt (1430). Sulla nicchia che precede l’abside interna affresco Madonna col bambino. L’abside conclude con il suo grande arco le tre navate; quella centrale ha un’abside interna formata da colonne di marmo con capitelli di tipo bizantino che reggono, su archi a sesto rialzato un’ampia calotta. Nella lunetta centrale, Madonna in trono fra sante, affresco del XIV secolo.

In chiesa e in sacrestia Deposizione, tela di Stefano dell’Arzere; B. Elena Enselmini di Pietro Liberi e la Decollazione di S.Paolo di G.B. Bissoni.